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150 anni di unità

26.04.2011

Un convegno sull’Unità d’Italia
Si è tenuto a Cagliari, a Palazzo Regio, nella mattina di sabato 16 aprile, il convegno “150 anni di unità, 110 anni di mobilità”, organizzato dall’Automobile Club Cagliari.
Hanno portato il loro saluto alla manifestazione il sindaco di Cagliari Emilio Floris, il Presidente della Provincia Graziano Milia e l’assessore regionale ai trasporti Christian Solinas; costretto a non partecipare per un improvviso impegno in sede parlamentare, il Presidente dell’ACI Enrico Gelpi ha inviato un suo articolato messaggio, letto nel corso del convegno, nel quale ha evidenziato l’importanza della mobilità nella costruzione dell’unità nazionale.
 
Molto interessante è stato l’intervento del Prof. Francesco Cesare Casula, che ha evidenziato la successione temporale tra Regno di Sardegna e Stato Italiano, sottolineando come il secondo non sia altro che l’estensione territoriale del primo, e illustrando lo sviluppo territoriale del Regno Sardo, dalla sua nascita, che risale al 1324, alla sua estensione all’intero territorio regionale, alla fusione allo stesso del Ducato di Savoia, del Principato di Piemonte e della Contea di Nizza, fino al rapido sviluppo avuto nella seconda metà del XIX secolo.
 

Nel suo intervento, corredato dalla proiezione di numerose copie di documenti, lo storico cagliaritano ha precisato di parlare come diplomatista, e quindi esclusivamente sulla base dello studio dei documenti, evitando quindi qualsiasi filtro che, a causa della sua formazione culturale, lo storico potrebbe mettere nel suo commento.

 Il Prof. Casula ha anche chiarito che Cagliari è stata la prima capitale del Regno, e che anche nel 1800, se il Re sedeva a Torino, il Trono era in realtà a Cagliari. Casula ha concluso dicendo che se è legittimo cambiare nome a uno stato (da Regno di Sardegna a Regno d’Italia), non è legittimo cambiarne la storia, e che la Sardegna può farsi forza della primogenitura che vanta nella nascita dello stato italiano per reclamare maggiore autonomia.
Una grande lezione di storia, quella del Prof. Casula, che ha rapito l’attenzione della platea ed è stata salutata da una autentica ovazione finale.
Il Notaio Maurizio Corona, noto appassionato di storia, si è soffermato sulle truppe sarde del 1700 e del 1800, scendendo in particolari relativi all’abbigliamento, all’armamento, alle funzioni, e proiettando una serie di diapositive relative alla illustrazione delle truppe del Regio Esercito dell’epoca, inserite nel contesto scenografico della Cagliari del 1700.
Corona ha parlato della storia di alcune fortificazioni tuttora esistenti nel capoluogo regionale e ha inoltre evidenziato l’importanza di un approccio alla storia fatto di passione e divertimento; a tal proposito ha proiettato una serie di immagini di una collezione di soldatini di piombo del periodo delle guerre risorgimentali riproducenti eserciti e attività belliche, collezioni attualmente sposte al Palazzo di Città di Piazza Palazzo a Cagliari 
Il Direttore Regionale dell’ACI, Alessandro Paita, ha invece messo in luce l’importanza che ha avuto la mobilità per favorire il processo di unità, ricostruendo figure come quella di Gerino Bruciapaglia (nella foto),

primo automobilista a portare un’auto in Sardegna nel 1901, di Efisio Manunza, primo sardo a possedere un’automobile nel 1903, di Claudio Demartis e Bastià Pirisi, grandi propugnatori del trasporto pubblico in Sardegna.

Il Direttore dell’ACI ha poi ricostruito i primi incidenti avvenuti a livello nazionale e regionale, mettendo in relazione i vantaggi portati dalla mobilità sulle criticità cui la stessa ha dato origine.
A quest’ultimo aspetto si è ricollegato il Presidente dell’Automobile Club Cagliari, on Giorgio Ladu, che si è soffermato soprattutto sui problemi di incidenti causati dalla circolazione stradale, in particolare a Cagliari, evidenziando come i danneggiati della strada siano sempre meno gli automobilisti e sempre più i motociclisti, i ciclisti e i pedoni.

 

Citando il caso Cagliari, Ladu ha evidenziato che anche nella principale città della Sardegna gli incidenti diminuiscono, con un calo del 15,94% nel triennio 2006/2008, un dato migliore rispetto a quello registrato a livello nazionale, dove il calo è stato solo dell’8,06%, salito al 9,54% nel 2009.

Sempre a Cagliari è stato netto il calo dei deceduti, il 25% in meno, in linea con quanto avvenuto a livello nazionale dove il calo è stato del 23%, e dei feriti, il 13,13% in meno, anche qui sostanzialmente in linea con il dato nazionale, -16,66%.
Ma, scendendo in un ulteriore dettaglio, l’On. Ladu ha evidenziato come il calo degli incidenti e della mortalità non sia omogeneo tra categorie di utenti della strada, e questo sia a livello nazionale che a livello della città di Cagliari.
 Così gli incidenti che hanno visto coinvolti veicoli a due ruote sono calati in maniera meno significativa rispetto al dato generale, diminuendo dell’11,67% contro il 15,94% del dato globale.
Ma sono i dati riguardanti i morti e i feriti che più preoccupano: rispetto al 2006 i motociclisti deceduti nel 2008 sono aumentati del 33%, con un picco del 50% nel 2007, i feriti sono diminuiti ma solo del 7,90%, quasi la metà del dato registrato per gli incidenti in generale.
Un altro dato allarmante riguarda i pedoni: gli incidenti sono calati a Cagliari città dell’8,4%, nel contempo i decessi sono rimasti invariati. Un dato, questo, che si registra peraltro su tutto il territorio nazionale, dove tra il 2008 e il 2009 gli incidenti sono calati solo dell’1,39%, ma in compenso i pedoni che hanno perso la vita sono stati ben il 2,93% in più.
Da questa riflessione il Presidente dell’Automobile Club Cagliari ne ha tratto la convinzione che il calo di mortalità che si registra nelle statistiche stradali derivi soprattutto dalla maggiore tecnologia della quale sono dotati i veicoli odierni, soprattutto per ciò che concerna la sicurezza passiva, e che si debba adesso agire sotto il profilo culturale, per favorire una cultura della sicurezza.
I lavori sono stati conclusi dall’on. Settimo Nizzi, che ha ricordato le problematiche che investono le infrastrutture isolane e ha auspicato una maggiore coesione per la loro soluzione. Nizzi ha anche dato rassicurazioni circa la soluzione di uno dei principali problemi della viabilità regionale, la quattro corsie tra Olbia e Sassari, e, lamentando come altre regioni abbiano una rappresentanza, soprattutto governativa, ben superiore a quella sarda, ha auspicato una maggiore coesione tra i parlamentari sardi affinché i problemi dell’isola possano essere affrontati con maggiore forza.
Il convegno è stato arricchito da una mostra d’auto d’epoca, curata dalla Associazione Automoto d’Epoca Sardegna, che ha esposto veicoli splendidi e rarissimi, da una Salmson del 1922 a una Ansaldo, da una Fiat 519 /B a numerose Lancia, una Ferrari e altri interessanti veicoli storici.
Sia il convegno che la mostra di auto d’epoca sono state caratterizzate da una significativa presenza di pubblico.